I 5 Whys (5 Perché) risalgono da un sintomo alla sua causa ponendo ripetutamente la domanda "perché?", in cui ogni risposta diventa l'oggetto della domanda successiva. Cinque è una regola empirica piuttosto che un conteggio esatto: ci si ferma quando si raggiunge un elemento su cui è possibile agire.
Il suo valore risiede nella rapidità di esecuzione, direttamente nel luogo in cui è stato riscontrato il problema, senza alcuna preparazione né strumenti particolari. Questo rappresenta anche il suo limite: seguendo un'unica catena, un problema con più cause concorrenti riceverà come risposta solo quella a cui il gruppo ha pensato per prima. Laddove le cause si ramificano, un diagramma di Ishikawa permette di analizzare la situazione in modo adeguato.
La catena deve essere verificata sia a ritroso sia in avanti. Leggendo dal basso verso l'alto, ogni causa dovrebbe ragionevolmente generare quella sovrastante; in caso contrario, la catena è sfociata in una narrazione arbitraria e le risposte rimanenti sono mere speculazioni.
Il metodo fallisce quando le risposte chiamano in causa le persone. "Perché l'operatore si è dimenticato" interrompe l'analisi proprio nel punto in cui dovrebbe iniziare: comprendere cosa abbia reso possibile la dimenticanza e cosa abbia permesso all'omissione di passare inosservata sono i veri quesiti che conducono a risultati utili.