Una carta di controllo traccia una misurazione nel tempo rispetto a limiti calcolati sulla base del comportamento stesso del processo, distinguendo la variazione che un processo stabile mostra sempre da un segnale che indica un effettivo cambiamento.
Questa distinzione è l'unico vero obiettivo. Senza di essa, i team reagiscono a ogni singolo spostamento, e reagire alla normale variazione peggiora i processi: regolare un processo stabile in risposta al rumore aggiunge ulteriore variazione anziché eliminarla. I limiti di controllo derivano dai dati, non dalle specifiche; confondere le due cose è l'errore più comune, e un processo può trovarsi comodamente all'interno delle specifiche pur essendo completamente fuori controllo.
La scelta della carta dipende dai dati: X-bar e R per valori misurati in sottogruppi, valori individuali e intervallo mobile per singole letture, carte p e c per i conteggi. Scegliere la carta sbagliata produce limiti semplicemente errati.
Le carte vengono stampate, affisse e poi ignorate, il che rappresenta un fallimento silenzioso: una carta che nessuno legge è solo una decorazione. L'altro errore è ricalcolare i limiti dopo ogni turno, il che garantisce che la carta non potrà mai mostrare un cambiamento.